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Intercultura

Si informa che nella provincia di Lodi è disponibile una app, realizzata dagli alunni del liceo “G. Gandini”, destinata ad orientare tutti i cittadini stranieri nell’accesso ai servizi di base, quali alloggio, istruzione, assistenza medica, trasporti, cibo ecc.. Ad essa è possibile accedere dal sito www.imgreat.eu/app

CONTESTO
La presenza di alunni stranieri ha avuto, nel nostro Paese, un fortissimo tasso di crescita negli ultimi 10 anni, come segnalato anche in “Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri” del febbraio 2014 e ribadito dal documento “Diversi da chi?“, redatto dall’Osservatorio Nazionale per l’integrazione degli alunni stranieri e per l’intercultura, istituito nel settembre 2015 dal ministro Stefania Giannini. Le raccomandazioni e proposte operative contenute in questo documento, efficacemente recepite dalla Riforma del Sistema Nazionale di Istruzione e Formazione (legge 13 luglio 2015, n.107), sono in linea con quanto attuato dall’Istituto Einaudi.

PROGETTO INTERCULTURA 2018-19
Si pubblica di seguito la sintesi del progetto Intercultura per l’anno scolastico 2018-2019

Scarica qui il documento.

VIDEO “ABITIAMO IL MONDO”
Video presentazione fotografica della prova esperta “ABITIamo il mondo” svolta quest’anno dalle classi 5A-at e 5B-at dell’indirizzo accoglienza turistica. Un bell’esempio d’intergrazione e intercultura. La prova ha visto la partecipazione degli studenti della scuola, dei professori, delle Associazioni di volontariato del territorio lodigiano, delle famiglie e delle autorità cittadine.

Prima parte:


Seconda parte:

VIDEOSPOT PER IL DIALOGO
Il crescente flusso di profughi e gli atti terroristici hanno creato nuovi pregiudizi e rafforzato vecchi stereotipi, diffondendo un sentimento di indifferenza o di ostilità verso lo “straniero” in generale. In una fase storica in cui l’intera Europa è impegnata a cercare risposte efficaci a problemi nuovi, che possono essere risolti solo promuovendo nuove forme di convivenza nel rispetto dei valori di civiltà e di democrazia, la scuola, luogo di formazione per eccellenza, può e deve: contribuire a rafforzare il dialogo e la comprensione e favorire il superamento dei pregiudizi sensibilizzare le giovani generazioni, e in generale l’opinione pubblica, sui valori della diversità, dell’incontro tra culture e della legalità.

Come? Il nostro Istituto ha deciso di favorire l’interazione e il confronto tra giovani studenti italiani e stranieri anche attraverso la creatività e l’uso delle nuove tecnologie. Sono stati realizzati alcuni video, uno dei quali (“Il nero è solo un colore, non un pregiudizio“) è stato selezionato per partecipare al concorso nazionale “Uno spot per il dialogo 2016” ed inserito in un’apposita sezione del sito www.formazionewebtv.it

Titolo: “Il nero è solo un colore, non un pregiudizio
Alunni: Furiosi Rodolfo, Grossi Davide, Maggiore Jessica, Afonso Cristiano
Classe: 4B – sas

C’E’ UN PROBLEMA CON IL VIDEO

Titolo: “Una scuola aperta sul mondo
Alunni: Terlizzi Veronica, Nassiri Sana, Spotti Jessica, Perspicace Desiré
Classe: 4B – sas

Titolo: “Francesca e le altre
Alunni: Tutta la classe 4A –  sas

TUTELA DELLE SITUAZIONI DI VULNERABILITA’
Ogni migrazione di un bambino, di un ragazzo o di un adulto è un’opportunità, ma comporta sempre una fatica. All’inizio c’è sempre un disorientamento spazio-temporale, un vissuto di sradicamento affettivo rispetto al luogo e alle persone da cui si è partiti; spesso ciò si accompagna ad una sorta di regressione rispetto a competenze e saperi acquisiti.

Il bambino straniero non si riconosce più nella sua storia poiché nessuno la conosce e nessuno lo riconosce nella sua lingua, identità, paure e desideri. Con il tempo le sue capacità di adattamento e le sue risorse lo sorreggono nel sostenere e vincere le sfide quotidiane: apprendere, comprendere le regole esplicite e implicite, entrare nel gruppo dei pari, essere accettato dai compagni e trovare il proprio posto senza negare radici e memoria. E’ un cammino che avviene per lo più in solitudine perché inedito per i genitori e poco decifrabile per gli insegnanti” (D. Demetrio, G. Favaro – Didattica interculturale)

Proprio su questo aspetto a nostro parere si misura l’efficacia di una scuola, sulla sua capacità di cogliere e decodificare segnali di disagio, per agire poi quotidianamente sul miglioramento del clima di accoglienza e sulla qualità delle relazioni in classe, superando rifiuti e chiusure.

UNA SCUOLA INTERCULTURALE IN UNA SOCIETA’ MULTIETNICA
Nella nostra società, la cui “normalità” è sempre più multiculturale, la sfida della scuola è quella di creare contesti educativi favorevoli per far sì che tutti, italiani e stranieri, imparino a diventare cittadini insieme. Educare , oggi, significa prima di tutto educare all’interculturalità.

La multietnicità, la pluralità di presenze, nella società come nella scuola è oggi un dato di fatto, un punto di partenza; ciò a cui si deve tendere è “… la costruzione di una scuola interculturale, centrata sull’esperienza quotidiana dello scambio, del dialogo, del crescere insieme … valorizzando la pluralità di diversità e di differenze presenti tanto fra gli alunni stranieri quanto fra gli italiani; dare ampio spazio alla realizzazione di percorsi di vita centrati sulla costruzione di sé come soggetti consapevoli, competenti, responsabili, capaci di vivere in un mondo plurale nel quale riversare le proprie doti e capacità.” (E. Besozzi – Alunni con cittadinanza non italiana tra difficoltà e successi – Rapporto nazionale ISMU -MIUR a.s. 2013/2014)